Si parla molto di sostenibilità e di come dobbiamo lasciare ai posteri il nostro mondo attuale. Cercando di fare il possibile per renderlo appunto sostenibile, green e digitale. La sostenibilità è anche un argomento principale del Recovery Fund, che vede il nostro Governo protagonista di un cambio necessario. Un’opportunità che l’Italia avrà a disposizione sfruttando gli investimenti messi a disposizione dall’Europa. Per farlo però, dobbiamo guardare con occhi e mente diversa da quelli di oggi. Dobbiamo innovare, dobbiamo rendere la nostra Pubblica Amministrazione smart e digitale, per offrire al cittadino servizi che guardino verso un futuro diverso. Un futuro che deve essere sostenibile.

Ma cosa c’entra la sostenibilità con la Digitalizzazione? Molto, anzi moltissimo.

La digitalizzazione è la piattaforma su cui possiamo rendere le nostre città intelligenti, in cui possiamo rendere la nostra transizione al green quanto più smart possibile, in cui possiamo realizzare un ecosistema sociale che è capace di gestire in modo corretto e innovativo i dati.

Ebbene sì. I dati. Il petrolio del nuovo millennio. Il petrolio che abbiamo quotidianamente tra le mani, ma che ad oggi non sappiamo gestire in modo adeguato. Non può esserci dunque sostenibilità senza gestione corretta dei dati digitali che producono le nostre città, che diventano sempre più smart city, dati digitali che producono i nostri stabilimenti industriali, che diventano sempre più Industria 4.0, dati digitali che producono i nostri dispositivi mobile, che diventano centro di servizi digitali con le nostre Pubbliche Amministrazioni centrali e locali.

E allora ecco che il Digitale può diventare strumento di sostenibilità.

Ma per farlo dobbiamo scegliere la direzione che il Digitale, o meglio la Trasformazione Digitale, deve prendere.  La tecnologia è asettica, rispetto ai concetti di bene e male. La tecnologia non è di default né una né l’altra cosa. Siamo noi a decidere. Siamo noi che dobbiamo far prendere al Digitale, la strada che vogliamo.

L’intelligenza artificiale può migliore la nostra sostenibilità? Certo.

Immaginiamo ad esempio come, grazie all’intelligenza artificiale, possiamo avere informazioni in modo automatico sui dati dell’inquinamento delle nostre città. Grazie a sensori, davvero ormai molto economici, posizionati in punti strategici che comunicano con l’AI per avere dati in tempo reale sull’andamento dei trasporti e su come possiamo immediatamente cambiare rotta.  Anche la tecnologia in generale può aiutare la sostenibilità. Immaginiamo ad esempio come la tecnologia digitale possa aiutare la nostra Sanità, che nella fase pandemica è stata tutt’altro che digitale. Avere i dati, nel pieno rispetto delle normative privacy, in tempo reale e su sistemi che utilizzano AI e processi digitali automatici, ci permetterà di avere cure migliori, cure tempestive, pazienti più informati.

 

E come non immaginare un mondo green, che viene gestito con la tecnologia digitale in modo intelligente? Basti pensare a come possiamo monitorare le nostre azioni quotidiane, nel pieno rispetto delle aree green e nel pieno rispetto delle procedure che i governi implementeranno con l’ausilio di strumenti digitali. La digitalizzazione è dunque un asset. Un asset fondamentale per aiutare la sostenibilità a raggiungere il suo scopo. Un Pianeta pulito, intelligente, verde. Dobbiamo essere gli artefici del cambiamento e non essere passivi, rispetto alle evoluzioni digitali che ci circondano e che quotidianamente, ci fanno fare salti quantici improvvisi. Salti che non sono sempre salutari e verso la giusta direzione. Abbiamo un grande compito per i prossimi anni. E non possiamo fallire. Dobbiamo fare in modo che la sostenibilità sia soprattutto digitale. Perché non possiamo fare a meno né dell’una né dell’altra. Ma possiamo e dobbiamo farle lavorare insieme. Per il nostro futuro sostenibile.

Nicola Savino

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