Prosegue il nostro viaggio nella digitalizzazione a norma dei processi. Questo numero di Paperless è dedicato interamente al “Digital Days, il primo summit online sulla resilienza digitale e sulla digital compliance”, che ha registrato grande attenzione e interesse da parte dei media e del mondo imprenditoriale.

Nonostante le ondate successive di innovazioni degli ultimi anni, che hanno rivoluzionato la nostra vita quotidiana, abbiano aperto la strada a un’avanzata della digitalizzazione in tutti i comparti dell’impresa a livello globale, in Italia si registra un perdurante atteggiamento di sostanziale resistenza al cambiamento in generale, e in particolare per quanto concerne l’introduzione di nuove tecnologie digitali. L’esperienza del Digital Days 2020 ci invita a consegnare al futuro una riflessione fondamentale: perché gli imprenditori italiani hanno la tendenza a introdurre il cambiamento solo nei momenti di difficoltà? Perché non approfittare di questa lezione collettiva per cominciare progressivamente a programmare – con la dovuta cautela ma anche con lungimiranza e coraggio – una stabile e duratura evoluzione verso nuovi modelli di business che mettano al centro l’efficacia, l’efficienza e la sicurezza dei processi aziendali attraverso un utilizzo più intelligente degli strumenti tecnologici e una formazione costantemente aggiornata delle competenze digitali necessarie a farne buon uso?

Gli articoli di questo numero riprendono spunti salienti dalle interviste con esponenti di diversi settori dell’impresa privata e pubblica, con interventi di moderatori di eccellenza come Luca Zorloni della rivista Wired. Uno degli esempi più significativi di resilienza digitale è il caso dell’aeroporto di Bologna, che è riuscito a reagire con grande slancio alla crisi e a mettere in atto soluzioni tecnologiche all’avanguardia nel settore, completando in tempi molto rapidi processi di transizione al dominio digitale pianificati già da molti anni, in tempi “non sospetti”, da una governance dotata di visione non comune per il livello medio italiano. Simone Marino di SellaLab ci parla del potere del digitale di liberare le risorse e di innescare il salto di qualità nell’interconnessione tra imprese necessario a posizionare l’impresa italiana ai vertici delle direttrici di sviluppo nel contesto europeo. Un inedito modello di incubatore di startup che si ispira a un nuovo Umanesimo digitale, per diventare vero partner di impresa oltre che semplice investitore, è il filo conduttore dell’intervento di Marco Gay di Digital Magics. Sono solo alcuni tra i tanti contributi di alto profilo che troviamo in questo numero. Grandi nomi dell’impresa, capaci di straordinaria resilienza a fronte di situazioni difficili, anche grazie a una continua e paziente costruzione delle rispettive brand identity, basata sul ruolo fondamentale delle strategie di comunicazione e marketing, oggi più che mai legate a un utilizzo competente e ben calibrato degli strumenti digitali.

Antonio Vitolo

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