L’obbligo di fatturazione elettronica entrato in vigore il 1 gennaio 2019 ha suscitato, per la prima volta in Italia, una grande attenzione sul tema della digitalizzazione a norma dei processi, ponendo la necessità di un riferimento informativo come “Paperless” per non farsi trovare impreparati nell’affrontare le nuove sfide. Dati recenti rilevano che l’obbligo coinvolge il 56% delle partite Iva e circa 2,8 milioni di imprese (con la previsione di 3 miliardi di fatture emesse nel 2019). Numeri che fanno comprendere la portata del cambiamento per professionisti ed imprese italiane. È davvero l’”alba di una nuova era”, come abbiamo intitolato il primo numero della nostra rivista. Siamo all’anno zero della digitalizzazione dei processi, e vi spiego il perché.

Nonostante le grandi criticità riscontrate dalle organizzazioni meno strutturate, con l’obbligo della fatturazione elettronica si è posto per la prima volta in Italia il problema, ma anche l’opportunità della digitalizzazione dei processi produttivi e amministrativi e la conseguente ottimizzazione ed efficientamento dei processi aziendali. In molti, alla ripresa dell’attività lavorativa dopo le festività natalizie, hanno affermato: “Non siamo pronti”. In questi mesi sono emerse problematiche non previste nella lunga volata della fatturazione elettronica obbligatoria iniziata oltre un anno fa. Ormai tutti i nodi sono venuti al pettine. Come è stato evidenziato nel primo numero di “Paperless”, prima dell’utilizzo di un qualsiasi software, la fatturazione elettronica deve essere accompagnata da un percorso di digitalizzazione.

Ora che il “dato è tratto” (non a caso titolo del secondo numero di Paperless) non si può più tornare indietro, anzi – prendendo in prestito un proverbio cinese – bisogna trasformare la crisi, legata alle difficoltà di allinearsi all’obbligo, in un’opportunità per rivedere i propri processi aziendali con evidenti benefici sia sul fronte del controllo delle spese, sia su quello degli investimenti in innovazione e digitalizzazione. Un percorso necessario nell’Italia del 2019, come abbiamo voluto enfatizzare in questo numero. Oltre agli articoli di “visione”, utili per decontestualizzare l’attuale scenario post obbligo fatturazione, trovano spazio approfondimenti sugli ultimi adempimenti normativi per il professionista e la seconda puntata del fumetto “V For Savino”, che tanta curiosità ha suscitato nei lettori. Questo numero registra anche la nascita della rubrica “L’esperto risponde”. Uno spazio in linea con la mission che ci siamo dati all’inizio di questo progetto editoriale: fornire preziosi spunti, suggerimenti e curiosità sul tema della digitalizzazione a norma. Infine, in qualità di esperto di marketing e comunicazione, da oltre 20 anni impegnato con il mio team di Stratego al supporto di imprese e professionisti italiane, pongo una riflessione: a che punto è la digitalizzazione del marketing delle PMI? Stando a recenti statistiche, solo un’azienda su 10 investe nel digitale a testimonianza che tanta strada bisogna fare. Urge un cambio culturale, necessario per la competitività del tessuto produttivo. Anche in questo caso, non deve essere un obbligo ad avviare il processo di ammodernamento e di crescita del mondo imprenditoriale.

 

Antonio Vitolo, CEO Gruppo Stratego

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